5/03/2014

World Press Freedom Day

http://live.lastampa.it/Event/World_Press_Freedom_Day

QUEI REPORTER CORAGGIOSI DA NON DIMENTICARE
di Alberto Simoni
Firas Mohammed Attiyah lavorava per una tv di Falluja. È morto il 20 gennaio scorso a Khalidiya, Iraq, per l’esplosione di una bomba piazzata sul ciglio della strada. Stava raccontando lo scontro fra l’esercito iracheno e i miliziani del movimento islamista Isis. Attiyah è stata la prima vittima del mondo dell’informazione del 2014. Da allora altri 13 giornalisti hanno perso la vita in esecuzioni, attentati, scontri. Ieri i nomi di Attiyah, come quello di Thamer (morto a Hilla, Iraq) o Pedro Palma (Brasile) o Vyacheslav Veremiy (Messico) per citare solo alcune delle vittime, sono stati i protagonisti - insieme alle decine di reporter in prigione (a fine 2013 erano 211, peggior anno dopo i 232 del 2002) – della «Giornata mondiale della libertà d’informazione».

Dal 4 aprile su «La Stampa» ogni giorno abbiamo raccontato brandelli di vita di questi reporter scomodi per i loro governi, perseguitati e imprigionati per un articolo o una fotografia fastidiosa. Dall’Eritrea, alla Siria, dalla Cina alla Turchia, la mappa della libertà di stampa - lo attesta il rapporto di Freedom House - non si è allargata. E i giri di vite (con censure sul Web e chiusure dei social network) non conoscono soste. La storia di Eskinder Nega chiude questa rubrica. Non la lotta per la libertà di stampa nel mondo.
da Alberto Abburrà 5/3/2014 8:57:33 PM 3 maggio 22.57
  • Eskinder Nega - Etiopia
    Blogger e giornalista, più volte Eskinder Nega è finito dietro le sbarre nella sua decennale lotta per la democrazia e i diritti. La Wan Ifra gli ha attribuito nella Giornata mondiale della libertà di informazione la «Golden Pen of Freedom». Eskinder Nega è stato condannato a 18 anni di reclusione proprio un anno fa con l’accusa di terrorismo.
    da Alberto Abburrà 5/3/2014 8:55:36 PM 3 maggio 22.55
    • Dawit Isaak - Eritrea
      Dawit Isaak è in prigione dal 2001. Aveva lasciato la Svezia per tornare nel suo Paese d’origine, dopo l’indipendenza del 1991, per contribuire alla costruzione di una stampa libera e li fondò Setit, il primo quotidiano libero del Paese. Ma, nel 2001, il governo fece un giro di vite, sospese le libertà civili e la libertà di stampa. E Dawit finì in galera.
      da enrico.caporale 5/2/2014 8:28:28 PM 2 maggio 22.28
      • Shiva Nazar Ahari - Iran
        Attivista per i diritti umani e giornalista del sito Asad Zan (Donna liberata), Shiva Nazar Ahari è detenuta dal 2012. È stata condannata a 74 frustate e 4 anni per gli articoli sui diritti violati dopo la rielezione di Ahmadinejad. È colpevole di «comportamento ostile a Dio», «complotto contro la sicurezza e «diffusione di propaganda anti-governativa
        da monica.perosino 4/30/2014 8:09:02 PM 30 aprile 22.09
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