2/09/2020

Il principe ereditario del Bahrein in Italia: Paesi dai legami storici

https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2020/02/03/principe-ereditario-del-bahrein-italia-paesi-dai-legami-storici/

Piera Laurenza, interprete di arabo


Il principe ereditario del Bahrein, Salman bin Hamad al-Khalifa, è giunto in Italia, nella sera del 2 febbraio, per una visita ufficiale che lo vedrà impegnato per due giorni. La stampa locale bahreinita parla di un incontro eccezionale, con cui aprire nuovi orizzonti nelle relazioni Roma-Manama.
Secondo quanto previsto, al-Khalifa incontrerà alti funzionari italiani, con il fine di discutere della cooperazione bilaterale tra Italia e Bahrein e dei loro legami futuri, oltre ad organizzare meeting con imprenditori, anche del mondo delle start-up, per esplorare aree di business ed investimento tra entrambi i Paesi. I quotidiani bahreiniti hanno definito la visita strategica, evidenziando come questa non miri semplicemente a sviluppare prospettive di cooperazione efficienti e costruttive, ma ha altresì l’obiettivo di presentare il Bahrein come modello di coesistenza, pluralismo e tolleranza. Tale aspetto verrà evidenziato anche attraverso visite con rappresentanti religiosi, in cui Manama cercherà di porsi come oasi di stabilità in una regione segnata da sfide e tensioni.
Secondo quanto riportato da Akhbar al-Khaleej, il fine ultimo della visita sarà instaurare un partenariato reale ed efficace, in grado di garantire vantaggi per entrambe le parti, oltre ad aprire nuove prospettive di cooperazione in ambito economico e finanziario. Secondo quanto riferito, i settori di maggiore attenzione sono petrolio, banche e industria. Ciò risulta essere di particolare rilevanza nel quadro di Vision 2030 del Bahrein, il piano sviluppato dal Paese nel 2008, il cui obiettivo è sviluppare l’economia e il benessere sociale del Regno.
Il quotidiano Al-Ayyam ha altresì parlato di tale visita in modo positivo, sottolineando che l’Italia non è semplicemente un grande Paese industriale, ma altresì una nazione con una lunga storia e una grande civiltà, di più di trentamila anni. Pertanto, è stato affermato, Roma ha un enorme potenziale da offrire al Bahrein e quest’ultimo, dal canto suo, rappresenta un importante centro finanziario e bancario a livello internazionale, oltre ad essere una porta di accesso verso la regione mediorientale e l’Asia orientale. Inoltre, è stato ribadito come l’Italia svolga un ruolo rilevante nel panorama sia europeo sia internazionale, oltre ad essere portatrice di stabilità e sicurezza. Per tale motivo, migliorare la partnership Roma-Manama potrà andare a vantaggio di entrambi i Paesi, consentendo di aprire sempre più porte anche agli uomini d’affari ed investitori.
Il quotidiano al-Watan racconta: “Quel giorno del 1971, il nobile italiano Vittorio Win speare Guicciardi, a capo della missione conoscitiva delle Nazioni Unite, arrivò in Bahrein”. Si trattava della Missione che avrebbe portato all’indipendenza del Regno. Quella data, secondo quanto racconta il quotidiano arabo, rimarrà sempre nel ricordo della popolazione bahreinita, e lo stesso vale per il nome del rappresentante italiano. Ciò evidenzia la dimensione storica dell’asse Roma-Manama. L’inizio dei rapporti commerciali risale, invece, al 1973 e da allora si sono rafforzati sempre di più. In particolare, negli ultimi otto anni, dal 2012, il volume del commercio non petrolifero tra i due paesi ha raggiunto 3.3 miliardi di dollari.
L’amministratore delegato dell’Economic Development Board, Khalid Humaidan, ha affermato che il Bahrein è stato il primo membro del Consiglio di Cooperazione del Golfo ad avviare sforzi volti a diversificare la propria economia. Attualmente le entrate non petrolifere rappresentano l’80% del Pil.
Il Bahrein, confinante con l’Arabia Saudita e situato di fronte all’Iran, è stato turbato da disordini interni sin dal febbraio 2011, quando i manifestanti hanno occupato la capitale di Manama, chiedendo più democrazia e la fine della discriminazione contro la maggioranza della comunità musulmana sciita, da parte della famiglia reale sunnita. In tale scenario, l’Arabia Saudita e altri Paesi della Penisola inviarono truppe a sostegno della monarchia. L’Iran, Paese a maggioranza sciita, chiese il ritiro delle truppe ma ciò che ottenne fu l’espulsione dell’incaricato d’affari iraniano a Manama, con l’accusa di aver avuto contatti con i gruppi d’opposizione.
Ancora oggi le tensioni nel Paese continuano e il Bahrein accusa l’Iran di essere coinvolto e di influire in tali turbolenze. Nel quadro delle recenti tensioni nel Golfo, invece, Manama, ha invitato Teheran a promuovere una tregua e a rispettare interessi, sovranità e indipendenza dei Paesi della regione del Golfo, oltre a preservare la pace e la sicurezza sia a livello regionale sia internazionale. Circa i rapporti con gli Stati Uniti, il Bahrein è sede del quartier generale della Quinta Flotta statunitense, oltre ad essere un alleato di Washington. Il presidente della Casa Bianca, Donald Trump, ha alleggerito le restrizioni sulle vendite di armi al Paese, da quando è salito al potere, nel gennaio 2017.